.:: Tecnologie per la produzione

Il processo produttivo del pellet di segatura è qualcosa di abbastanza complesso e benché la tecnologia correlata sia già stata utilizzata da anni in altri settori va compreso che abbiamo a che fare con una sostanza nel complesso molto difficile da trattare, priva di particolari sostanze leganti ed allo stesso tempo eterogenea.
Purtroppo i produttori di questo settore di tecnologie e macchine per produzione del pellet non possono aiutare oltre i loro compiti e si limitano a volte a fornire impianti tra di loro "slegati" che costituiscono solo uno dei tanti passaggi componenti il processo di produzione completo. Questa caratteristica di frammentata offerta commerciale di tecnologia di settore rende estremamente difficile il decollo di tale attività, specie su impianti di piccola taglia. Inoltre la formatura del pellet da segatura di legno obbliga all'apprendimento di una sorta di "piccola laurea" in materia di umidità, tipologia di materia prima e quindi di scelta finale del tipo di impianto da adottare: tutto ciò costituisce insomma un elevato costo in termini di tempo e denaro, necessario al raggiungimento del risultato finale. Quando l'installazione tecnologia è poi ultimata inizia la fase di sperimentazione alla produzione il cui avvio è ben lontano dall'essere realizzabile in tempi molto brevi: i fornitori di tecnologia infatti possono solamente costruire quelle che sono le macchine necessarie ma non compete a loro il compito di garantire la massima produzione raggiungibile con le stesse. Ogni tipologia di materia prima presenta delle caratteristiche a volte alquanto diverse tra di loro che obbliga a trattamenti e condizionamenti differenti; in alcuni casi si arriva all'impossibilità di produzione o a dei costi di ricambistica e manutenzione stratosferici…
L'errore più comune di chi vuole iniziare questa attività produttiva, prescindendo dai costi iniziali di installazione, è quello di pensare ad un impianto supertecnologico, superautomatico al 100%, che si avvia con la pressione di un pulsante da un quadro comandi generale. Nonostante gli automatismi siano di grande aiuto in ogni installazione si ritorna sempre per realizzare che la segatura è un materiale eterogeneo per granulometria ed umidità assoluta, mentre il processo di estrusione della stessa richiede il rispetto di parametri ben specifici e margini di errore molto ristretti.

Il flow-chart del processo produttivo di un impianto per il pellet da segatura può essere riassunto a grandi linee nel seguente modo:


Rimane sottointeso che questo schema di processo può subire importanti variazioni a seconda che si disponga di segatura asciutta (frutto di lavorazioni secondarie come tavole essiccate, ecc.) oppure di segatura fresca ed umida, scarto delle lavorazioni di tronchi da segheria. Sicuramente è di grande importanza che la segatura sia vergine e ricca di lignina: è infatti proprio quest'ultima la "colla" naturale di madre natura che gioca un ruolo fondamentale nel processo di estrusione del pellet; la domanda più comune che la gente si pone è proprio come è possibile "tenere insieme" questo materiale apparentemente privo di leganti: sicuramente la lignina del legno non è disponibile in forma liquida ma intrecciata tra le fibre di cellulosa in quantità (inoltre) differenti a seconda del tipo di legno. Saper approfittare di questo elemento costituisce proprio il punto critico dell'intero processo ed è tutt'altro che semplice; le presse o estrusori preposte al compito vengono sottoposte a stress meccanici assolutamente incredibili poiché devono generare pressioni ed attriti che obbligano a lavorare sempre al limite della resistenza dei metalli più duri.
A conferma di tutto ciò è suffciente pensare che il pellet appena estruso ha temperature prossime ai 70-90 C° e deve quindi necessariamente essere raffreddato per raggiungere la stabilizzazione; solo così si può affermare di avere prodotto del buon pellet attraverso un processo quasi definibile di termoformatura. Per esperienza sappiamo che sono in corso vari esperimenti di produzione pellet dove il risultato è quello di ottenere un prodotto di dubbia durata nel tempo che, alla fine, può essere definito solamente come semplice addensato. Inoltre, sovente, queste produzioni sono realizzate in modo molto discontinuo dovuto appunto alla estrema disomogeneità della segatura, con conseguenti costi per rotture e ricambi elevatissimi.

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